dalla Redazione di Liquida
Greenpeace urla "Toxic Costa"
A poco più di un mese dal tragico incidente della Costa Concordia, Greenpeace pubblica "Toxic Costa", un inventario delle sostanze e dei materiali pericolosi ancora presenti sulla nave
Greenpeace pubblica Toxic Costa l'inventario delle sostanze tossiche presenti sulla nave all'isola del Giglio.
L'associazione riferisce di essere partita, per lo studio, da una lista fornita dall'armatore al Commissario delegato per l'emergenza naufragio della Costa Concordia:
"Pur apprezzando la trasparenza, leggendo l’inventario che è stato pubblicato dalla Protezione Civile lo scorso 27 gennaio, qualcosa non torna. Oltre ad attendere ancora una stima dei quantitativi di detergenti a bordo di questa piccola città galleggiante, è evidente che alcune delle informazioni fornite sono superficiali. . Ad esempio, l’uso di termini generici come «pitture e smalti» o «insetticida» non permette di effettuare stime apprezzabili dei rischi per l’ambiente. Parlare di 50 litri di insetticida liquido e di 1,8 chili di insetticida gel senza specificare di quale insetticida si tratti non ha senso"
Così Greenpeace ha fatto il suo elenco e ha spiegato che non arrivano molte notizie su come si sta intervendo sulle sostanze e sui materiali pericolosi che si trovano sulla Costa. E inoltre ci sarebbero addirittura grossi dubbi su quali e quanti siano i veleni stipati nella nave.
“A parte essere in attesa di sapere quali e quanti detergenti erano a bordo di questa piccola città galleggiante sono state veicolate delle informazioni in alcuni casi superficiali"
ha spiegato Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace. Le sostanze possono uccidere gli organismi viventi. Per il momento però l'attenzione sembra tutta focalizzata sulla rimozione del carburante, che rimane comunque una priorità: sono da poco iniziate le operazioni di svuotamento del terzo serbatoio, dopo aver finito con i 410 metri cubi d carburante del secondo serbatoio.
Ma Greenpeace si preoccupa perché il combustibile in questione è in fatti molto pericoloso. Su Wired si legge che Greenpeace ha spiegato che:
“Si tratta dell’IFO380 un combustibile particolarmente pericoloso per la sua alta densità e per questo vietato nella navigazione in Antartico. La sua fuoriuscita determinerebbe il maggior impatto sull'ambiente dell’Isola del Giglio, che è parte del Santuario dei Cetacei”.
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